Approfondimenti

Basket Golfo ed il mal di trasferta

Stefano Stefanini
14.03.2018

Piombino come Dr. Jackill e Mr. Hyde, ad Andreazza il compito di trovare il modo di evitare la trasformazione

Squadra dai due volti il Basket Golfo Piombino, quello emozionante e vincente fra le mura amiche, capace di ribaltare situazioni avverse e di vincere 12 delle 13 gare sin qui disputate, battendo, per la pazza gioia dei propri tifosi, corazzate come la Fiorentina ed Omegna. Squadra solida e molto cresciuta in attacco, con quasi 77 punti di media segnati e rocciosa in difesa con soli 68 subiti. L’altro volto è quello di una squadra che fuori casa si trasforma e subisce pesanti imbarcate, a Firenze (-18), Omegna (-25), Milano (-17), Pavia (-22), Valsesia (-17) e San Giorgio (-16), una squadra che segna solo 71 punti di media subendone 76.

Sicuramente alla base di questo c’è un problema caratteriale, la nostra è una squadra giovane e probabilmente più di altre, più navigate ed esperte, ha bisogno nei momenti di difficoltà di un aiuto, che in casa trova nei tifosi , nel pubblico, con Piombino che, grazie anche alla tifoseria organizzata, è adesso una delle piazze più calde della serie B. In trasferta purtroppo questo manca e lo accentuano le due belle prove di Alba e San Miniato, dove con un buon numero di tifosi presenti ed un sostegno continuo, sono arrivate due vittorie, con grande dimostrazione di carattere e continuità da parte dei ragazzi in campo.

Questo mal di trasferta lo si nota anche dai numeri, sia a livello individuale, infatti tutti i giocatori della squadra hanno fuori casa un rendimento inferiore a quello casalingo e in alcuni casi con molta differenza e con valori molto bassi, sia ovviamente a livello di squadra, in casa la valutazione è di 90 mentre fuori è 75. Infatti fuori abbiamo vinto solo 5 partite su 12 e abbiamo battuto solo squadre di bassa classifica, le ultime quattro, più San Miniato che attualmente è sestultima.

Ma analizzando i dati, si può rilevare che nelle nostre sconfitte (ci mettiamo anche quella casalinga con Valsesia) la nostra squadra ha avuto, quello che i coach non vorrebbero mai, un approccio sbagliato al match. Andando a fare un attenta lettura degli incontri in questione, si rileva infatti che in sette delle otto sconfitte (levando Cecina persa di un solo punto), abbiamo sempre perso il primo quarto ed eccezion fatta per quella con la Fiorentina (-1), con scarti importanti, dai sei punti in su. In questi primi quarti, in attacco abbiamo tirato malissimo passando dal 49% da due nelle vittorie, al 38% delle sconfitte e dal 45% da tre ad un bassissimo 23% , quindi chiaramente segniamo meno, passando da una media di 21 punti a 16. Se l’attacco va male la difesa non fa meglio, salendo dai 17 ai 23 punti subiti. Quindi se è vero quel che dice il proverbio, che chi ben comincia è già a metà dell’opera, capiamo perché i gialloblu lontano da casa non raccolgono molti successi.

Come più volte abbiamo detto e come il coach ha ribadito nell’intervista post San Giorgio, dobbiamo provare ad invertire questa tendenza, dobbiamo dare un segnale forte, che dimostri la nostra voglia di andarci a prendere un posto fra le prime quattro. Perché per far ciò, dato il calendario più facile delle nostre avversarie, oltre a rimanere vincenti in casa, occorre vincere anche in trasferta, almeno due delle tre gare che giocheremo fuori dal Palatenda, quindi margine di errore ridotto quasi a zero.

Fermo restando che un quinto posto, ancora da mettere al sicuro, sarebbe un ottimo risultato e nulla toglierebbe ai meriti dei ragazzi, ma visto i problemi che abbiamo in trasferta, ci sarebbe molta differenza fra giocare i quarti di finale dei playoff con eventuale gara tre in casa, in caso di arrivo nelle prime quattro, e giocarla invece fuori se quinti. Quindi per ottenere un risultato storico, da consegnare agli annali del Basket Golfo, occorre fare ancora qualcosa di più.

Forza ragazzi!!!

3 Secondi - numero XIV
Presentazione 26^ giornata: Giocano tutte in casa le terze in classifica