Interviste

Intervista al nostro ex coach Massimo Padovano

Stefano Stefanini
15.05.2020

A chiusura dei ricordi dei primi quattro anni di B, le parole del nocchiero gialloblu

Emozioni, bei ricordi e qualche rimpianto per il coach molisano, che arrivò a Piombino dopo poche giornate del primo campionato di B, a sostituire Mario Bini, il coach che aveva riportato i giallobu in categoria. Quattro anni alla guida del Basket Golfo, con un decimo, un ottavo, un quinto ed un nono posto. Tecnico preparato e meticoloso, ma anche uomo gentile, colto e sempre disponibile. Oggi Massimo è Responsabile tecnico del settore giovanile e delle squadre nazionali di San Marino, nonché allenatore del gruppo under 18 d'eccellenza e C silver.

Ciao Massimo

In questi ultimi tempi, ho cercato di riempire lo spazio vuoto lasciato dal basket giocato, con una carrellata di ricordi, del Piombino in B ed in particolare dei primi quattro anni, quelli in cui tu sei stato alla guida dei gialloblu. Ti sei rivisto i video? Che effetto ti ha fatto?

"Ciao Stefano, ebbene sì mi sono rivisto tutte le partite che hai postato sul video. MI hanno fatto rivivere i momenti più belli dal punto di vista agonistico e hanno risvegliato i ricordi delle emozioni provate. L'entusiasmo dei tifosi , la soddisfazione della dirigenza e orgoglio di tutti i protagonisti di quei risultati, fanno emozionare ancora."   

Raccontaci quali sono i tuoi più bei ricordi di quel periodo.

"Riuscire a sintetizzare quattro anni vissuti a Piombino in qualche ricordo specifico sarebbe troppo limitante. Di quel periodo sono rimasti in me innumerevoli bei ricordi, legati all'affetto che la gente mi ha sempre dimostrato, dentro e fuori dal palazzetto. Sicuramente ci sono stati momenti difficili, ma sono niente in confronto di tutto quello che di positivo ho vissuto a Piombino, che rimarrà per sempre come uno dei più bei posti nei quali ho svolto il mio lavoro.Per questo lasciare Piombino per me è stato difficile e sinceramente me ne è dispiaciuto tanto."                                               

Hai qualche rimpianto?

"Sì, di rimpianti ce ne sono. Rimpiango di non essere riuscito ad avere dei risultati più positivi, che sicuramente la società, per l'impegno profuso, avrebbe meritato. Rimpiango di aver dovuto affrontare tutto il girone di ritorno senza Genovese, nell'anno in cui avemmo la squadra più forte. Ma sicuramente il rimpianto più forte è il fatto che l'ultima stagione, fu un anno dove avemmo grandi problemi e faticammo un sacco per riuscire poi ad arrivare noni. Questo portò a varie incomprensioni con alcuni ragazzi, di cui invece nutro ancora una grande stima e rispetto. Giocatori come Camillo, Alessio, Giacomo, Franceschini, Gabellieri, Edoardo Pedroni, Edoardo Persico, è stato per me un piacere allenarli, ma soprattutto perchè sono stati e sono dei gran bravi ragazzi e mi dispiace tantissimo non essere stato capace di fargli capire pienamente quanto gli fossi grato per quello che stavano facendo. Ragazzi che sicuramente avrei piacere ancora adesso di averli in una mia squadra. Fare l'allenatore, a volte, ti porta a scelte che non sempre vengono comprese." 

Sei tornato in quella che è quasi casa tua, in Emilia Romagna, sconfinando però a livello di carriera in uno “stato straniero”, raccontaci un po’ questa tua nuova avventura nel basket.

"Un'avventura del tutto nuova, rispetto ai tanti anni da capo allenatore senior. Lavoro con i giovani, ho avuto la possibilità di programmare sul lungo tempo, per provare a far crescere il settore giovanile e di conseguenza anche le rispettive nazionali. Alleno in campo, più che gestire fuori e la cosa mi "garba" di più, anche se, a volte, combattere con i genitori è veramente difficile, ma i ragazzi mi danno soddisfazione. Stavamo andando molto bene con il gruppo under 18, facendo un ottimo torneo d'eccellenza, ma anche in C Silver eravamo in un gruppo di squadre che si stavano contendendo i primi quattro posti. Purtroppo, improvvisamente, tutto è svanito."                        

Dopo i bei ricordi lontani e recenti, andiamo a parlare di questo brutto momento per la nostra società, con l’epidemia che l’ha colpita e ovviamente anche il brutto momento per il nostro sport, il basket. Come pensi se ne possa uscire? Insomma secondo te, quando e con quale basket torneremo sui campi?

"Uscire da questo periodo penso che non sarà facile. Ci vorrà ancora del tempo prima che si possa tornare ad allenarsi di squadra e quindi a tornare a giocare, bisognerà avere ancora molta pazienza. Intanto bisogna organizzarsi per lavorare individualmente, sia che tecnicamente, che fisicamente. I giocatori non devono impigrirsi, continuare a provare a mantenere il fisico in ordine e non perdere totalmente la sensibilità con il pallone. Noi allenatori ne approfittiamo per  tenerci aggiornati, al giorno d'oggi internet ti da innumerevoli opportunità di video clinic e tantissimo altro materiale tecnico. Sinceramente penso che ci saranno pochi cambiamenti sulle formule e le composizioni dei campionati, bisognerà sapere quante saranno le società che avranno problemi ad iscriversi, prima di capire come poi ci si dovrà organizzare. Io comunque vorrei solamente che si sia capito fino in fondo la necessità di regolarizzare le figure dei tanti lavoratori che si muovono nel mondo dilettantistico.  E' giusto che tutti giocatori, allenatori, o chiunque lavori in questo mondo abbia la garanzia di diritti che troppo spesso nei momenti di difficoltà vengono messi da parte."   

Vuoi salutare qualcuno?

"Salutare tutti coloro che mi hanno lasciato un bel ricordo, sarebbe troppo lungo e sicuramente mi dimenticherei di qualcuno. Ma d'obbligo sono i saluti al Presidente Lollini e alla sua Signora, che mi hanno dato la possibilità di vivere questa esperienza. Scontato salutare tutti i ragazzi che ho allenato e tutti coloro che hanno collaborato con me, nello staff tecnico e in quello medico. Un grazie va anche alla Marea Gialloblu che ha contribuito a far crescere entusiasmo e tifo intorno alle mie squadre. Un ricordo particolare vorrei averlo per Aurelio, che purtroppo ci ha lasciati non molto tempo fa. Lego in un abbraccio virtuale lui e tutti coloro che hanno messo Piombino sul podio dei miei ricordi più belli. Ad Maiora."

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