L'angolo della psicologa

L'angolo della Psicologa - L'allenatore è come un cuoco

La Pallacanestro Piombino presenta questa rubrica di psicologia legata allo sport - a cura della dottoressa Serena Franci.

Daniele Perini
25.01.2018

La Pallacanestro Piombino presenta la rubrica "L'angolo della psicologa" che potete trovare in ogni edizione di 3 secondi, il giornalino del Palatenda, e sul nostro sito basketgolfopiombino.com.

In ogni articolo la dottoressa Serena Franci affronterà un argomento della psicologia legato allo sport ed i bambini. 


Quarta puntata - L’allenatore è come un cuoco

L’allenatore di una squadra è come un cuoco: in base agli ingredienti che ha, può scegliere il tipo di piatto da cucinare. 
Gli ingredienti sono gli atleti, i quali hanno caratteristiche, qualità, sostanze diverse. Anche il cuoco ha i suoi punti di forza e suoi punti di debolezza e dunque il primo passo è conoscersi: il primo ingrediente da analizzare è il cuoco stesso. 
Le abilità e le debolezze (molto più le seconde delle prime) sia personali che tecniche sono la base su cui costruire la propria attività. Un buon allenatore è un allenatore consapevole di ciò che può dare e di ciò che non può dare alla squadra e ai singoli atleti. 
Per chiunque i propri pregi sono facili da gestire, i difetti lo sono molto meno e nessuno sfugge a questo arduo compito, tanto vale dedicare del tempo a trovare il proprio equilibrio per poi proseguire con il resto; non sarà mai tempo perso.
Il secondo passo è quello di conoscere bene anche gli ingredienti che si hanno a disposizione. Capire come è fatto ogni atleta significa poter allestire un piano di allenamento individualizzato per ampliarne le potenzialità e limitare o colmare le carenze, poter sfruttare al meglio le sue doti quando necessarie al giusto equilibrio della squadra oppure contrastare quelle degli avversari. 
Conoscere gli atleti non significa conoscerne solo le abilità tecniche e sportive, ma anche la personalità, il funzionamento cognitivo, quello emotivo e le competenze relazionali. 
Ognuno di questi aspetti infatti contribuisce in modo importante alla prestazione e per l’allenatore è cruciale avere la possibilità di prevedere (o quantomeno tentare) tali esiti nel campo di gioco. 
Sapere di avere un gran campione, ma incostante e individualista, soggetto a sbalzi emotivi che influenzano i suoi risultati in modo notevole ad esempio, permette di allestire non solo un allenamento individualizzato per rinforzare i punti deboli nell’atleta stesso, ma anche di utilizzare la squadra e la sua capacità di supporto nella relazione individuo/gruppo. lo stesso vale con un atleta magari meno abile tecnicamente ma con una grande stabilità emotiva e strategia di gioco. Insomma, cucinare un buon piatto richiede di conoscere a menadito le proprie abilità culinarie, il destinatario (quindi le capacità dell’avversario) e gli ingredienti a disposizione. 
In ogni fase della prestazione dovremo capire come correggere il bilanciamento dei sapori, magari aggiungere del sale o stemperare un elemento troppo forte con altri più delicati, in ogni caso è necessario essere grandi osservatori capaci di valutare momento per momento come procede la cottura e magari, di tanto in tanto, assaggiare e non dare niente per scontato. 
In effetti tutto quello che accade tra allenatore e atleti avviene all’interno di una relazione che come tale non è una riproduzione statica dello stesso modello: ogni relazione è assolutamente unica, fluida, soggetta a cambiamento e della quale dobbiamo essere pronti e attenti a cogliere il movimento. In questo caso saremo in grado di assumere, insieme all’altro, un ruolo attivo nel determinarne gli obiettivi e mantenerne l’equilibrio. 
Non è affatto facile barcamenarsi in una tale complessità, specialmente quando si ha a che fare con bambini/e o ragazzi/e, ma la sfida è sempre entusiasmante: aprire il frigorifero magari mezzo vuoto e doversi inventare un piatto con quel che c’è, che sia non solo commestibile, ma possibilmente gustoso. Buon appetito!

Presidente - Il Labirinto
Psicologa-Psicoterapeuta
dott.ssa Serena Franci
349 8797230
www.illabirinto.org

Alessio Iardella è l'MVP Paola Guerrini - Private Banker della diciassettesima giornata
3 Secondi - numero VII