Interviste

Intervista al capitano Giacomo Guerrieri

L'intervista di Stefano Stefanini al capitano Jack Guerrieri

Stefano Stefanini
26.10.2017

Stefano: “Durante quest’estate sono state espresse dai tifosi molte perplessità sul potenziale di questa squadra. In poche partite avete convinto anche i tifosi più critici, i più scettici. Chiedo a te che hai visto molte “Piombino” diverse, cosa ha questo nuovo gruppo per aver così rapidamente conquistato la piazza?"

Giacomo: “Si, c’era molta perplessità anche perché, nelle prime uscite, quelle del precampionato non abbiamo fatto bene. Non eravamo lunghi, era una squadra corta, qualcuno diceva che forse mancava un quattro. Invece siamo una squadra tosta, dura e forse brutta ma possiamo impensierire tutti. In realtà non abbiamo ancora fatto niente, mancano molte squadre dure da affrontare e quindi il nostro potenziale è ancora tutto da dimostrare. Siamo solo partiti bene, le 3 vittorie e la sconfitta nel derby, di un punto, ce lo ricordano ma la strada è ancora lunga.”

Stefano: “Seguo spesso la squadra anche durante gli allenamenti, li riesci sempre ad esprimere le tue qualità. Spesso non riesci a portare appieno queste qualità sul campo di gioco.
Cosa manca a Giacomo Guerrieri per fare il salto di qualità?”

Giacomo: “Incidono molti fattori. Il primo è la tranquillità mentale e fisica che hai durante l’allenamento. Tirare un tiro libero in partita è già molto diverso da tirarlo in un palazzetto vuoto, questo è sicuro. Il ritmo è diverso, in allenamento non sei mai freddo. Il livello che ho in allenamento sto provando a portarlo in campo e qui subentra il fattore psicologico. Finalmente a Torino, contro Moncalieri, mi sono sbloccato da tre punti anche se in partita devo aiutare soprattutto in altre situazioni. Per questo ero comunque tranquillo e convinto di aver dato sempre un grande apporto in positivo alle partite con la mia difesa. Se mi riesco a sbloccare cosi ancora meglio. Negli ultimi anni non ho avuto tantissimi minuti, il ritmo partita un po’ mi manca e questo continuerò a pagarlo ma spero di poter far bene.”

Stefano: “Quali sono le tue impressioni sul nuovo coach Marco Andreazza a livello tecnico e umano?”

Giacomo: “La prima parola che mi viene senza voler sembrare troppo di parte è fantastico. Fuori fa parte appieno dello spogliatoio, abbiamo anche molta confidenza con lui. È quasi un nostro compagno di squadra ma poi cambia sguardo appena entra in campo e diventa subito un intimidatore e, allo stesso tempo, il tuo punto di riferimento. A livello tecnico ci alleniamo tanto e molto più intensamente forse anche grazie alla giovinezza del gruppo.”

Stefano: “Quanto è importante per Giacomo, un piombinese cresciuto a pane e basket, essere il capitano di questo gruppo?”

Giacomo: “Questa è stata sempre la mia seconda casa. Da quando ho 10 anni ho sempre passato più tempo al Palatenda che a casa. È un traguardo molto importante essere il capitano di questa squadra e spero di rappresentare questo ruolo nel miglior modo possibile.”

Stefano: “Quanto è importante per voi giocatori l’apporto della tifoseria? In una squadra con le vostre caratteristiche conta ancora di più?”

Giacomo: “Sicuramente la Marea Gialloblù ha sempre giocato un ruolo fondamentale da quando esiste. Quest’anno essendo una squadra basata molto sull’agonismo, la difesa e la corsa, avere un tifo costante sarà ancora più galvanizzante. La marea è sempre stata più che presente, sono sicuro che continuerà a dare il massimo, ed io non posso che dire ancora grazie a coloro che ne fanno parte per quello che fanno durante la settimana per prepararsi e per il sostegno che ci danno durante le partite.”

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