Interviste

Intervista a Riccardo Crespi

Daniele Perini
10.11.2017

Riccardo Crespi è uno dei nuovi ragazzi arrivati quest’estate. Il coach Marco Andreazza lo ha da sempre definito un ottimo prospetto. Nelle prime partite ha faticato a trovare il campo, adesso, nonostante abbia trovato pochi minuti, sta cercando di fare bene e cercando di giocarsi ogni occasione. Lo scorso anno Riccardo era a Torino ed era tesserato con Auxilium e CUS Torino. Nella sua città riesce ad esordire a 20 anni in serie A contro Varese dopo due stagioni in cui era aggregato al gruppo della prima squadra.

Poi la voglia di farsi le ossa e la chiamata di Marco Andreazza lo hanno portato a Piombino. I suoi 208cm sono al servizio della squadra come completamento allo spot di centro insieme ad Edoardo Persico. Qua trova il campo per la prima volta, per qualche minuto in più (18), nella vittoria contro Alba e riesce a segnare 11 punti e 7 rimbalzi. La prestazione è impreziosita da due schiacciate con le quali domina il pitturato avversario.
Adesso, per il ragazzo nato il 12 aprile 1997, tutto sembra pronto per continuare a crescere nella giusta direzione, lavorare e trovare il campo sempre più frequentemente. Lo abbiamo intervistato per farvelo conoscere e per chiedergli come si sta ambientando.


L'intervista

Riccardo come ti stai trovando a Piombino, come stai vivendo la tua nuova città?
Mi sono ambientato bene fin da subito. Venendo da Torino, Piombino è un altro mondo, è una città molto piccola ma vivibilissima e aiuta la vicinanza al mare.

Tutto nuovo per un ragazzo di 20 anni: dalla città alla squadra. Come ti stai trovando con il resto dei ragazzi del roster?
Il gruppo è molto unito e ne gioviamo tutti. Mi sono integrato fin da subito e siamo tutti costantemente in contatto. Sul campo do sempre il massimo e cerco di sfruttare al massimo le occasioni che ho per dimostrare il mio valore. Credo che ogni giocatore voglia stare in campo quaranta minuti ma ovviamente non è possibile e so quale è il mio ruolo e cosa devo fare.

Come va invece il rapporto con il vostro coach, Andreazza?
Il coach è un professionista e quando è dentro ad un campo si trasforma. In allenamento ed in partita vuole sempre il cento per cento da tutti. Allenarsi così fa bene, lo staff in generale poi aiuta ad innalzare il livello di ogni singolo allenamento.

In questo momento della tua carriera fare da vice a Persico può voler dire tanto per la tua crescita. Com’è essere il suo secondo?
Sicuramente giocarmela con Persico mi farà crescere molto, soprattutto doverlo marcare e sapere come attaccarlo in allenamento. Lui è uno dei centri più forti della categoria, un giocatore molto bravo e, al tempo stesso, un grande compagno di squadra che ha sempre un consiglio o una spiegazione che ti aiutano.

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