Interviste

Intervista al top scorer di San Miniato, Saverio Mazzantini

Stefano Stefanini
03.04.2019

Innanzi tutto complimenti per il grande campionato che stai facendo e per la grande prova di domenica, su quest’ultima da segnalare che sei stato il top scorer della gara, con 16 punti e 4 su 5 da tre e non 3 su 5 (qui sotto il tabellino ricontrollato e corretto).

Soddisfatto delle tue prestazioni, di quelle della squadra, o puoi/potete dare ancora di più?

“Molto soddisfatto, si sicuramente sia a livello di squadra, come ha detto Andreazza, sia a livello personale, sono in una fase di crescita, ma sfruttando le mie doti, sempre mettendomi al servizio della squadra, posso dare ancora di più.”

Ma quella sequenza di tiri da tre che ci ha riportato nel match, nel momento più difficile, da cosa è nata, era una richiesta del coach, da una tua iniziativa, o cosa altro?

“Non era una cosa richiesta, è che io sono sempre stato un realizzatore e quando mi rendo conto che la difesa o è in ritardo, o è più concentrata su qualcun altro e mi lasci dello spazio, mi prendo le mie responsabilità e tiro. Questa volta è stata una sequenza di triple, altre volte sono state le penetrazioni e poi quando vedi che la metti, subentra la fiducia ed è più facile andare in striscia.”

Questo restare aggrappati al primo posto, giocando ogni domenica al massimo delle vostre possibilità, non rischia alla lunga di farvi bruciare troppe energie fisiche e mentali in vista dei playoff?

“Tutto può essere, le possibilità sono due, o che vincendo sempre, arriviamo caricatissimi ai playoff e potrebbe essere l’ipotesi più probabile, visto quello che abbiamo fatto da agosto fino ad adesso. O dall’altra parte e ne abbiamo visto qualche segnale con Omegna e San Miniato, potrebbero intaccare la nostra condizione non certo a livello mentale ma su quello fisico. Noi però ora pensiamo solo a cercare di portarle tutte a casa e mantenere un primo posto, che sarebbe grande soddisfazione per noi e anche per la città di Piombino.”

Avete passato l’ostacolo più difficile di questo finale di campionato, andiamo ora ad incontrare squadre di più basso livello e forse meno motivate delle precedenti, rischiamo un calo di concentrazione?

“Sotto questo aspetto temo molto Varese, perché è sempre stato un ambiente un po’ asettico, dove è facile che si crei un po’ di torpore, tifo praticamente assente e si rischia di non trovare la giusta carica, ma ho saputo che ci sarà un nutrito gruppo di tifosi al seguito e questo mi fa stare più tranquillo. Le altre credo che troveremo squadre motivate, San Giorgio vorrà cercare di vendicare la sconfitta di misura dell’andata ed Empoli potrebbe giocarsi i playoff.”

Quali insidie tecniche nasconde la prossima gara contro Varese?

“Varese è una squadra un po’ atipica, perché gira molto intorno a Planezio, giocatore molto forte, nato come esterno, ma che ora gioca da quattro, quindi difficile da marcare, gli altri, con l’assenza di Ferrarese si sentiranno molto più responsabilizzati e sono giocatori importanti per la categoria, tanto per citarne alcuni, Mercante, Rosignoli, Maruca, va ricordato che avevano avuto un buon avvio  e quando vennero a Piombino erano lì con noi in classifica, poi hanno avuto un calo, ma sono sempre squadra temibile.”

Domenica tanta gente vi ha seguito e sostenuto nella vostra impresa a San Miniato, sabato un pullman di tifosi vi seguirà a Varese. Quanto si sente in campo questo sostegno?

“Si sente moltissimo, in casa è impressionate e bello, un tifo simile lo avevo trovato solo sui campi di A2. Fuori indubbiamente è un fattore che fa decisamente la differenza, noi in campo sentiamo la spinta del nostro pubblico, quando fai canestro un conto è sentire l’applausino degli sportivi locali, ben altra cosa è il boato dei tuoi tifosi, i loro cori di incoraggiamento, ci carica molto.”

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